Xanax: Dipendenza, Astinenza e Rimedi

Abbiamo già largamente affrontato il discorso delle Benzodiazepine e nello specifico dello Xanax, nome commerciale dell’Alprazolam. Abbiamo già più volte “denunciato” la pericolosità di questi farmaci, soprattutto se assunti senza uno stretto controllo medico, quindi adesso vogliamo raccontarvi come si presenta la dipendenza da Xanax, come riconoscere i sintomi di astinenza e quali sono i rimedi.

La dipendenza da Xanax / Alprazolam

L’alprazolam è nello specifico una triazolo-benzodiazepina che ha una durata di azione breve (entro 30-40 minuti dall’assunzione) ed ha effetti ansiolitici, miorilassanti e anticonvulsivanti.

xanax dipendenza

Lo Xanax fa parte della stessa categoria farmacologica del Diazepam (il cui nome commerciale è il famosissimo Valium), e cioè la classe degli ansiolitici, ma rispetto ai suoi “colleghi” ha una potenza di azione dieci volte superiore e se assunto in dosi superiori rispetto a quelle indicate per l’azione ansiolitica, può avere anche effetti antidepressivi simili a quelli dei farmaci triciclici.

I benefici dell’assunzione di questo farmaco sono immediati ma non sono curativi: lo Xanax infatti, come le altre benzodiazepine, non è un  farmaco curativo ma mira soltanto ad assopire i sintomi.

Queste caratteristiche fanno sì che lo Xanax provochi molto rapidamente dipendenza fisica e psichica e per questo l’assunzione consigliata non supera le due settimane di terapia.

Spesso le persone non prendono sul serio queste limitazioni temporali incorrendo nell’assuefazione con conseguente bisogno di aumentare la somministrazione, ed infine nella dipendenza.

Numerosi studi svolti sulle benzodiazepine e nello specifico su alcune di esse (tra cui lo Xanax) hanno evidenziato che la dipendenza può avvenire dopo 14 giorni circa di uso regolare del farmaco e che la crisi d’astinenza spesso può risultare più lunga e difficile di quella a cui vanno incontro i dipendenti da eroina.

Nel caso specifico dell’alprazolam si è visto che un soggetto può impiegare dai 6 ai 18 mesi per recuperare tutte le capacità intellettive inibite dalla sostanza e che questo principio attivo in particolare può creare più dipendenza di molte droghe pesanti e interromperne la somministrazione può risultare molto difficile e doloroso e in alcuni casi (rari) anche letale.

L’astinenza da Xanax

L’astinenza da alprazolam è sintomatologicamente simile alla crisi d’astinenza da alcool e può essere anche più duratura di quella che si verifica in consumatori di eroina.

I sintomi di astinenza tendenzialmente si presentano dopo circa 6 ore dall’ultima dose di farmaco assunta, raggiungendo il massimo del picco entro le 24-72 ore e possono avere una durata che varia dalle 2 alle 4 settimane.

Tra i sintomi di astinenza più riscontrati troviamo:

  • Irritabilità
  • Agitazione
  • Angoscia
  • Ansia
  • Cefalea
  • Neusea
  • Panico
  • Depressione
  • Insonnia
  • Dolori muscolari
  • Problemi alla vista (visione sfocata)
  • Spossatezza
  • Sudorazione
  • Crampi
  • Senso generale di malessereTra i sintomi più gravi che richiedono intervento medico immediato, ricordiamo: 
  • Allucinazioni
  • Reazioni psicotiche
  • Convulsioni
  • Delirio

I rimedi per la dipendenza da Xanax

La prima cosa da fare quando assumi degli psicofarmaci è consultare uno psichiatra oppure uno psicoterapeuta che sia anche psichiatra, anche se a prescriverti il farmaco è stato il medico di base.

Questo non perché sei pazzo ma perché se hai sentito necessità di ricorrere a questo tipo di farmaci forse c’è un problema più profondo da risolvere che i semplici sintomi che ti attanagliano, e soprattutto lo psichiatra è il medico che ha più esperienza e familiarità con questo tipo di farmaci.

Uno psichiatra-psicoterapeuta è un medico a tutti gli effetti che può monitorare l’uso del medicinale e aiutarti a superare il problema in maniera alternativa affiancando allo scalaggio della terapia farmacologia anche una terapia psicologica.

Spesso s’inizia a usare lo Xanax per gestire i sintomi causati da stati di ansia, panico, fobia per questo sarebbe utile capire quale è il problema che sta alla radice e che causa tali sintomi, altrimenti i sintomi potrebbero ripresentarsi.

Quindi il primo step è contattare un medico competente, illustrargli tutta la propria storia farmacologica e sintomatica  e iniziare così una terapia psicologica e di monitoraggio del farmaco sulla base delle proprie necessità.

Da qui in poi è fondamentale seguire passo passo le indicazioni del medico curante senza mai decidere autonomamente di interrompere l’uso del farmaco perché questa scelta può causare seri problemi di astinenza.

Più massiccia e lunga è stata l’assunzione del farmaco, più tempo impiegheranno i recettori neurologici a disintossicarsi e a tornare al normale funzionamento.

Non esistono terapie di “disintossicazione” universali, ognuno di noi ha una storia personale, farmacologica e sintomatica diversa, ed è su questa che il medico si basa per programmare la terapia.

La fase più acuta e difficile è nei primi tre mesi di trattamento e il pieno recupero psico-fisico si ha dopo due anni.

Ciò che noi possiamo fare è seguire meticolosamente i consigli del medico, andando a visita periodicamente e aiutandoci se vogliamo con un diario dove possiamo annotare il programma prescritto, i nuovi dosaggi e tempi di somministrazione del farmaco e anche i nuovi sintomi che avvertiamo.

Sarebbe opportuno come abbiamo accennato prima, abbinare al trattamento farmacologico (monitoraggio e scalaggio del farmaco) anche una psicoterapia (psicoanalisi, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale etc…) che ci aiuti innanzitutto ad affrontare il percorso di disintossicazione ma anche e soprattutto a capire cosa ci ha spinto nelle “braccia” dello Xanax, quali sono i nostri limiti, quali le risorse e cercare alternative di risoluzione del problema dentro di noi senza affidarci ad un farmaco.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *