THC NELL’ORGANISMO: QUANTO TEMPO RIMANE, COME SMALTIRLO

Alcuni lettori si farebbero una risata nel leggere questa domanda, ma per capire come smaltire le “cannette” che ci fumiamo dobbiamo anche capire cosa ci stiamo fumando.

Quindi iniziamo con lo spiegare che il comunemente denominato THC, si chiama chimicamente delta-9-tetraidrocannabinolo ed è uno dei principi attivi della cannabis.

Sì, avete letto bene. E’ uno dei principi attivi perché non è l’unico, ma è sicuramente quello che conosciamo tutti perché è proprio il THC a rendere l’uso di cannabis illegale in molti paesi, in pratica è quello che rilevano i test antidroga, perché inserito nella “lista nera” e cioè la lista di sostanze illegali. Per essere precisi però c’è da dire che nei test delle urine ciò che viene rilevato non è esattamente il THC (che è il principio attivo che garantisce l’effetto psicoattivo), ma è un’altra sostanza chimica ovvero il THC-COOH: un metabolita del THC che viene liberato quando il fegato scompone il principio attivo e rimane nell’organismo molto più tempo del THC stesso. La soglia di rilevanza più diffusa per questo metabolita nei test di screening aziendali è 50ng/mL

L’altro principio attivo riconosciuto è il cannabidiolo (CBD) che è un metabolita della Cannabis Indica (un tipo di cannabis coltivata e utilizzata anche per uso tessile, edile e non solo per il consumo ricreativo), non è psicotropo e cioè non è lui che ci fa sentire direttamente gli effetti stupefacenti ma aumenta l’efficacia analgesica del THC e ne prolunga la durata di azione ma soprattutto riesce a diminuire le controindicazioni che il THC ha sul battito cardiaco, sulla respirazione e sulla temperatura del corpo. Tra gli effetti del CBD sull’organismo riscontriamo: effetti sedativi, antinfiammatori, anticonvulsivanti, ipnotici etc etc.

Ma torniamo a noi.

Il THC è stato “scoperto” per la prima volta nel 1964, nell’istituto Weizmann di Israele, ad opera di Raphael Mechoulam, Yechiel Gaoni e Habib Ederv.

Come abbiamo già detto, il THC si trova nella pianta di Cannabis e può essere assunto in svariati modi: ingerito, fumato (pratica più diffusa in occidente) o ancora inalato grazie ad appositi vaporizzatori.

Tutti sappiamo che dalla pianta si estraggono in maniera diversa le sostanze che noi solitamente usiamo:

  • L’hashish si ottiene dalle infiorescenze femminili della pianta, la cui parte superiore è costituita da una resina che è quella che viene estratta e che contiene THC; ogni paese “produttore” ha un suo metodo per ottenere la sostanza dalla pianta ma in comune hanno i materiali che usano per “tagliarla” tra cui: henne, sabbia, catrame, olio di cocco o di palma. Percentuale di THC contenuta dell’hashish: 10% – 15%
  • La Marijuana si ottiene dalle infiorescenze essiccate della pianta femmina di Cannabis. Esistono diverse tipologie di piante e quindi diversi tipi di “erba”, ognuna con una variante di principio attivo diversa.
    Percentuale di THC contenuta nella Marijuana: foglie grandi à 0,5% – 1%
    foglie piccole 3,7% circa
    fiori  5% – 10%
  • L’olio di Hashish è un materiale resinoso estratto con solventi dalla pianta di Cannabis, classicamente di colore marrone scuro con riflessi dorati. Uno specifico olio di hashish viene chiamato miele di hashish che viene estratto tramite butano. .
    Percentuale di THC contenuta nell’olio di hashish: 40% – 90%.

 

Solitamente il THC contenuto nell’hashish e nella marijuana diminuisce con il tempo e questo processo può essere accelerato dal calore e dalla luce; la resina e le foglie invece tenute in condizioni normali possono conservare il THC fino a due anni.

 

PER QUANTO TEMPO RIMANE IL THC NEL NOSTRO ORGANISMO?

Siamo giunti alla fatidica domanda. Mi dispiace informarvi però che la risposta non c’è, nel senso che non c’è una risposta universale perché la permanenza del THC nel corpo dipende da una serie di fattori, prettamente soggettivi, quali:

  1. Grasso corporeo: il principio attivo viene conservato nelle cellule del tessuto adiposo. Una persona magra, non solo avrà il metabolismo più veloce, ma ha anche mancanza di depositi grassi per i metaboliti di THC quindi smaltirà il principio attivo più velocemente.
  2. Frequenza: la frequenza con cui fumate ha una forte influenza sul tempo di permanenza del THC nel corpo. Quindi bisogna distinguere tra:
  • Consumatori occasionali: coloro che fumano raramente riscontreranno un test positivo da 1 a 3 giorni successivi l’assunzione. Alla fine del 4° giorno i limiti dovrebbero essere nella norma. Chiaramente i fumatori occasionali sono anche coloro che, non essendo abituati a consumare la sostanza, ne assumono dosi moderate quindi con meno contenuto di thc.
  • Consumatori abituali: quelli che fumano più frequentemente riscontreranno THC nel corpo fino a 10 giorni dopo l’ultima assunzione. In casi estremi di uso più che abituale è stata riscontrata presenza di THC anche fino a 60/70 giorni successivi all’ultima assunzione. Orientativamente comunque il THC può rimanere nel nostro corpo per circa 30/40 giorni, ma bisogna comunque tenere in conto tutte le variabili soggettive in ballo.
  1. Potenza: la potenza, indicata sotto forma di percentuale di THC contenuta (hashish, marijuana, olio) nella sostanza, influenza in maniera significativa il test.
  2. Allenamento/stile di vita: l’attività fisica e lo stile di vita che un soggetto ha influenzano il test. Ad es. l’alcool aumenta l’effetto della sostanza durante l’assunzione e l’allenamento il giorno dopo aver fumato, aumenta i livelli di THC. Uno stile di vita sano e moderata attività fisica aiutano lo smaltimento della sostanza dal corpo.

Approssimativamente possiamo darvi una stima temporale di quanto il THC rimane nel nostro corpo ma come abbiamo già spiegato i fattori in gioco sono molteplici e tutti soggettivi quindi la tabella riportata qui sotto non è una bibbia che vale per tutti, ma è solo una stima della finestra temporale di rilevamento del THC in ogni analisi in cui potete imbattervi.

Quanto rimane il THC nell’organismo dopo l’ultima assunzione?

  • Urine: da 1 a 3 giorni (circa)
  • Saliva: da 12 a 24 ore (circa)
  • Sangue: da 1 a 3 giorni (circa)
  • Capello: da 3 a 90 giorni (circa)

Questi dati solo sono una stima che ha valore solo per i consumatori occasionali e non tiene conto di tutte le variabili soggettive sopra descritte.

QUALI SONO I DIVERSI TEST ANTIDROGA IN CUI POSSIAMO IMBATTERCI?

I metodi di screening sono tantissimi e variano a seconda del contesto in cui vengono svolti e quindi di conseguenza c’è differenza di costi, tempi e chiaramente di validità. All’interno delle aziende solitamente vengono usati test meno costosi a meno che non si tratti di valutare soggetti in posizioni di grande  responsabilità.

Tra i test più diffusi in diversi contesti ci sono:

 

  1. TEST DELLA SALIVA: Si tratta di un metodo poco costoso che individua solo droghe utilizzate di recente e consiste in un semplice tampone orale che esamina la saliva del soggetto. Solitamente bastano pochi giorni di astinenza per salvarsi da un esito negativo a meno che tu non sia un consumatore assiduo. E’ molto utilizzato nelle aziende perché ha un basso costo ed è semplice e veloce ma anche poco affidabile.
  2. ESAME DEL SANGUE: valuta la presenza di THC nel sangue. E’ un esame leggermente più dispendioso rispetto a quello delle urine sia sotto l’aspetto tempistico che economico e solitamente non viene fatto nelle fasi di assunzione aziendale perché il sangue tendenzialmente trattiene la sostanza psicotropa per circa 12-24 ore, e questo vale però solo per chi fuma raramente. E’ sicuramente più affidabile del test della saliva e di quello delle urine perché viene fatto da personale specializzato e quindi non può essere sabotato come nel caso delle urine, ma deve essere svolto in breve tempo proprio per il fatto che il THC tende a rimanere per un breve periodo nel flusso sanguigno.
  3. ESAME DELLE URINE: viene svolto attraverso l’esame di un campione di urinefornito dal soggetto. Questo test rileva la presenza del THC-COOH (sopra descritto). Il limite più grande dell’esame delle urine consiste nel sabotaggio del campione perché il soggetto esaminato può sostituire il campione con uno non suo oppure diluirlo o usare altri metodi per fornire urine altrui. Chiaramente anche i laboratori di analisi hanno i loro metodi per smascherare i malfattori. I criteri di valutazione sono: il colore, se l’urina è troppo chiara si può sospettare una manomissione con l’aggiunta di acqua; la temperatura, l’urina solitamente ha una temperatura 32-36 C°; la presenza di creatina perché è uno dei componenti dell’urina quindi i laboratori valutano se è presente nel campione per controllare che non sia stato sostituito con altre sostanze; il ph e infine il peso specifico perché l’urina come tutte le sostanze ha il suo peso specifico.
    I metodi per fare l’esame sono due:
  • Recarsi in un centro di raccolta esterno e fornire in loco il campione in un contenitore apposito che poi viene sigillato e mandato al laboratorio competente.
  • Esame istantaneo: ha costi contenuti e viene utilizzato per testare i dipendenti aziendali e coloro che partecipano a programmi di disintossicazione.
  1. ESAME DEL CAPELLO: E’ il più dispendioso tra quelli descritti per questo viene usato solitamente per selezione del personale ad alti livelli di responsabilità oppure viene scelto da genitori particolarmente sospettosi. E’ l’esame temporalmente più “affidabile” perché riesce a rilevare tracce di THC anche fino a sei mesi successivi l’ultima assunzione

COME OTTENGO UN RISULTATO NEGATIVO AL TEST?

La risposta più ovvia sarebbe: NON FUMARE. Ma visto che non siamo qui a fare i moralizzatori, vi daremo dei consigli per cercare di superare il test e di smaltire le ultime cannette che vi siete fumati prima di avere la “fantastica” notizia di un esame antidroga imminente.

Partiamo dal presupposto che dall’ultimo tiro che avete fumato al giorno del test sarebbe meglio che vi asteniate dal fumare e che teniate in considerazione tutte le variabili di cui abbiamo parlato fino ad ora perché ognuno di noi ha tempi diversi di smaltimento a seconda del consumo che fa.

Esame delle urine

Se devi sottoporti ad un esame delle urine ci sono dei metodi che puoi mettere in atto per tentare uno “smaltimento veloce” e risultare negativo.

Prima di tutto devi smettere di fumare o di assumere THC in ogni sua forma nel periodo in cui provi a “ripulirti”.

  1. Bevi molta acqua subito prima del test, non devi strafare, perché questo non ti servirà a espellere il THC ma solo a diluire l’urina in maniera naturale.
  2. Qualche giorno prima del test cerca di mangiare più carne rossa perché contiene creatina (uno dei componenti delle urine) o se sei vegetariano, vegano o semplicemente non ti piace la carne, puoi ripiegare su integratori alimentari che la contengono. In questo modo al momento del test avrai livelli di creatina nella norma.
  3. Assumi vitamine del complesso B poco prima del test perché aiuteranno le tue urine ad avere un colore “normale” ma stai attento ad alternare a questo procedimento qualche bicchiere di acqua per non rischiare di fornire un campione dal dubbio colore tendente al giallo fosforescente.
  4. Cerca di urinare almeno una volta prima del test per non fornire così la prima pipì della giornata, con tutta quest’acqua immagino non ti sarà difficile fare tappa in bagno almeno una volta prima del test.
  5. Al momento del test espelli prima un po’ di urina nel gabinetto, poi trattieni e poi puoi procedere a riempire il campione, eviterai così di fornire residui di urina precedente che si accumula nel primo getto di pipì e che può avere quindi  più concentrazioni di metaboliti. Insomma cerca di inserire nel campione la parte di mezzo della pipì, né la prima parte, né l’ultima.
  6. L’esercizio fisico può aiutare a smaltire più in fretta ma consigliamo di smettere di fare sport qualche giorno prima del test perché i metaboliti vengono eliminati mentre si fa sport e quindi la loro concentrazione nel sangue e nelle urine è più forte in quel periodo di tempo. Quindi non andate in palestra fino a un’ora prima del test, non vi servirà.

N.B. Chiaramente queste dritte non sono provate scientificamente e non tengono conto in toto di tutte le variabili soggettive che ognuno di noi ha in ballo e del grado di consumo che si fa: è ovvio che se fumate una volta al mese sarà più facile risultare negativi.

 

Esame del capello

Consiste sostanzialmente nel taglio di una ciocca di capelli che sarà il campione in esame: No capelli, No test.

Ovviamente il nostro corpo è pieno di peli quindi non sarà un taglio drastico da skinhead che vi salverà perché potrebbero chiedervi di prelevare il campione da qualche altra parte del vostro corpo. A questo punto non vi rimane che chiamare un’estetista e chiederle di estirparvi anche i peli nel naso ma questo può destare sospetti se non vi inventate una buona scusa per una scelta così estrema.

Per concludere possiamo dirvi solo che l’unico antidoto efficace ad un test antidroga è non drogarsi, o farlo in maniera coscienziosa almeno nel periodo che precede il test a cui sarete sottoposti. Non ci sono delle regole universali valide per tutti per salvarsi da un esito positivo, potete solo tentare di ripulirvi con qualche semplice e soprattutto non dannoso consiglio pratico, e sperare che funzioni.

Good Luck.

Per saperne di più sul THC: Wikipedia in Italiano

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