Quanto rimane la cocaina nel nostro organismo?

La cocaina è diventata ormai una droga di largo consumo e non più la droga dei ricchi che tutti conosciamo. I consumatori sono ragazzini, adulti, operai, imprenditori, chiunque oggi ne fa uso, nei più disparati contesti anche perché la qualità è a diversi livelli e quindi a diversi prezzi: un grammo di cocaina oggi è acquistabile anche a 40/50,00 euro e può arrivare fino ai 90/100,00 euro al grammo per dosi più “pregiate”.

quanto rimane cocaina

Ma più consumo vuol dire anche maggiore focus sulla sostanza, sia da parte dei genitori che degli organi di controllo quindi ci interessiamo alla permanenza della coca nel nostro organismo.

Ma che cos’è la cocaina? Quali sono le sue origini e i suoi effetti?

Partiamo da un’introduzione generale senza fare una lezione universitaria sull’argomento, per poi capire come agisce sul nostro corpo, quanto rimane e come facciamo a smaltirla.

La cocaina: le origini, la diffusione e gli effetti

La cocaina è una sostanza che ha base naturale perché viene estratta dalla pianta di coca (Erythroxylon coca) che si trova per lo più in Sud America dove viene tutt’ora coltivata e consumata dagli abitanti. La pianta ha origini molto antiche, forse addirittura all’epoca Incas, e fa parte ormai della cultura sudamericana, la popolazione la assume da sempre, ne mastica le foglie per non sentire la fame e avere le energie per lavorare.

A metà del diciannovesimo secolo un chimico tedesco estrasse per la prima volta la cocaina pura e la impiegò per curare una gran varietà di malattie. In seguito ne venne scoperto il suo utilizzo come anestetico locale.

Con il passare del tempo si capirono anche gli effetti euforizzanti della cocaina, il primo fu lo psicoanalista Sigmund Freud alla fine del 1800, che iniziò a utilizzarla anche per curare malattie psicologiche come la depressione o per scopi di disintossicazione da altre sostanze di largo abuso all’epoca come morfina e alcool. Nei primi anni del 1900 s’iniziarono a vedere gli effetti collaterali della droga e per questo motivo l’uso in medicina fu diminuito e le istituzioni iniziarono ad elaborare leggi che ne proibivano il consumo. Dopo questo declino la sostanza tornò alla ribalta negli anni settanta, gli anni post rivoluzione sessuale e sociale che avevano caratterizzato gli anni sessanta, gli anni della disco e del libero consumo di droghe.

Le amfetamine, come stimolanti, avevano già avuto il loro spazio nel decennio precedente, quindi furono sostituite dalla cocaina che si diffuse rapidamente nei club e nelle feste dei benestanti. La sua diffusione in vari contesti dopo gli anni settanta la conosciamo tutti: da droga dei ricchi a droga per tutte le tasche.

La cocaina può presentarsi in diversi modi a seconda di come viene trattata e dei modi di assunzione:

  • Foglie di coca: sono le foglie raccolte direttamente dalla pianta e masticate, usanza ancora molto diffusa tra le popolazioni sudamericane. Al contrario di quanto si pensi, la masticazione di foglie non produce effetti troppo diversi ad esempio da quelli prodotti dalla caffeina, e nei paesi andini è legale il consumo delle foglie di coca.
  • Pasta di coca: è la forma grezza estratta dalla pianta di coca e da questa, attraverso l’aggiunta di agenti chimici che si ottengono altre lavorazioni come la polvere o il freebase.
  • Polvere di coca: si ottiene aggiungendo alla pasta di coca acido cloridico. Si procede poi con l’aggiunta di altre sostanze simili come zucchero o talco oppure sostanze psicoattive come amfetamine o anestetici locali (benzocaina, procaina). E’ la forma più utilizzata nei paesi occidentali. La polvere può essere sniffata e quindi assorbita dal sangue tramite la mucosa nasale; iniettata, pratica che solitamente viene utilizzata da consumatori di eroina che mischiano le due sostanze (speedball) perché così possono migliorare la fase down della coca e rispondere in maniera più reattiva agli effetti dell’eroina. aspirata attraverso la carta di alluminio: si dispone la sostanza su un foglio di alluminio, si riscalda con un accendino e attraverso una cannuccia si aspirano i vapori.
  • Freebase: forma base della cocaina cloridato, che viene poi mischiata a sostanze chimiche come etere e  ammoniaca che permettono di separare la freebase dal taglio.
  • Crack: si ottiene aggiungendo alla forma freebase, acqua o soda e ha l’aspetto di cristalli che vengono fumati di solito attraverso dei bong.

Sia la forma freebase che il crack hanno effetti devastanti sull’organismo e creano una forte dipendenza sia fisica che psicologica fin da subito.

Perché la cocaina è così diffusa? Sembrerebbe una domanda banale ma c’è da dire che a differenza delle altre droghe che di solito sono circoscritte a determinati ambienti o persone, la cocaina è presente ovunque: club, uffici, scuole, feste, etc etc etc.

La peculiarità della cocaina è che è una droga “lucida” nel senso che non sballa come possono fare le altre droghe e il suo successo e il largo consumo che si riscontra è sicuramente dato dagli effetti che questa sostanza può dare soprattutto psicologici: sensazione di sicurezza, forza, lucidità e onnipotenza. E’ la droga del benessere perché ci fa stare al top ed è questo il suo lato oscuro perché non percepiamo i rischi che può portare sia a breve che a lungo termine.

La cocaina è una sostanza che lavora a livello del sistema nervoso centrale, inibisce il reuptake della dopamina nelle sinapsi e questo vuol dire che c’è un aumento di dopamina nel nostro organismo che ci permette di non avvertire stanchezza, di farci sentire euforici, sicuri, forti, quasi onnipotenti, ci aiuta a relazionarci e ci aumenta la libido.

Gli effetti a lungo termine però non sono così entusiasmanti visto che il consumo cronico di cocaina può portare ad aggressività, impotenza, tic fisici, perforazione del setto nasale, problemi psichiatrici come depressione, ansia, paranoia, problemi cardiovascolari, trombosi etc etc etc… Giusto per elencarne qualcuno.

La cocaina: quanto rimane nel nostro corpo

Solitamente il metodo migliore per riscontare la sostanza nel corpo è l’esame delle urine perché ha una finestra di rilevamento più ampia per la maggior parte delle droghe.

Ad ogni modo ci sono delle distinzioni da fare:

  • Cocaina nel sangue: per rilevare la cocaina attraverso l’esame del sangue bisogna sottoporsi ad un esame specifico quindi se la vostra preoccupazione è focalizzata sui normali esami del sangue, vi informiamo che potete stare tranquilli perché da esami di routine non risulterà nulla. La sostanza, o meglio i suoi metaboliti rimangono visibili nel sangue fino a 5 giorni dopo l’assunzione.

Se avete assunto cocaina per via endovenosa l’assorbimento nel sangue è immediato, mentre risulta più lento per via nasale e via orale: l’emivita plasmatica (per emivita s’intende il parametro farmacocinetico che sta ad indicare il tempo che serve per ridurre della metà la quantità di un farmaco nel plasma o nel siero, ovvero il sangue) della cocaina se somministrata per via endovenosa si aggira tra i 30 e i 90 minuti; i suoi metaboliti invece possono avere un’emivita che va dalle 4 alle 8 ore. L’emivita dipende anche dalla modalità d’assunzione: generalmente è superiore se la cocaina viene assunta per via nasale e più breve se inalata (crack) o iniettata.

  • Cocaina nelle urine: a seconda del consumo che si è fatto della sostanza, questa può essere rilevata nelle urine dai due ai quattro giorni dopo l’assunzione. In realtà non è la cocaina in sè per sé a essere riscontrata ma il suo sottoprodotto: la norcocaina. La maggior parte della cocaina assunta viene espulsa attraverso le urine ma è chiaro che nei consumatori cronici possono permanere dei metaboliti inattivi che sono rilevabili anche dopo alcune settimane. Inoltre c’è da considerare un’altra variabile, ovvero l’uso di alcool: se quando avete assunto cocaina, avete assunto anche degli alcolici, probabilmente la metabolizzazione risulterà più lenta e potreste risultare positivi anche dopo un lungo periodo di tempo.

L’urina rimane il miglior campione utilizzabile per i test anti-droga perché riesce a rilevare in generale tutte le droghe fino a tre giorni dopo il loro utilizzo e poi inoltre è immediato e poco dispendioso.

  • Cocaina nei capelli: le tracce della sostanza nel capello, a differenza delle altre vie di analisi come il sangue o l’urina,  possono essere riscontrate anche dopo mesi; questo però non rende il test del capello più affidabile in quanto il campione in esame, quindi i capelli, sono soggetti a variabili fisiche e ambientali che possono alterare i controlli, anche se c’è da dire che solitamente prima di effettuare il test su un campione di capelli o peli, gli operatori sottopongono il campione a lavaggi che lo rendano adatto all’analisi. Inoltre il test del capello è poco utilizzato anche perché molto costoso ma se il campione è ritenuto attendibile può arrivare a riscontrare anche consumi di sostanza fatti molti mesi prima, fino a sei mesi.

 

Concludendo possiamo dire che a prescindere da come assumiamo la sostanza, quest’ultima insieme ai suoi metaboliti, sono riscontrabili nelle urine nelle prime 24 ore  e nel caso specifico della cocaina, questi possono rimanere fino a 72 ore dopo l’ultima assunzione. L’esame delle urine è quello più utilizzato perché meno dispendioso, invasivo e soprattutto  perchè può rilevare la sostanza fino a 4 giorni successivi l’ultima somministrazione.

Attenzione: se utilizzate la sostanza abbinandola ad alcolici farete sì che nel vostro organismo si produca un metabolita attivo molto simile alla cocaina che il vostro corpo farà più fatica a espellere.

Come in ogni articolo che tratta lo smaltimento delle droghe, dobbiamo ricordarvi che le variabili in gioco affinchè il vostro test risulti negativo, sono molteplici e soprattutto sono soggettive quindi nessun consiglio vale alla lettera per tutti. Soprattutto c’è da tenere in considerazione l’uso che fate della sostanza: le quantità, da quanto tempol’assumente, come l’assumete, la qualità, la vostra corporatura etc etc etc…

Il consiglio che noi riteniamo essere l’unico efficace, è smettere di drogarvi (sarebbe meglio in maniera definitiva) soprattutto se pensate di dovervi sottoporre a qualche tipo di test. Solo in questo modo potrete avere la certezza di essere puliti e risultare negativi.

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