Lo Xanax crea Dipendenza?

Abbiamo già preso in considerazione l’argomento benzodiazepine (BDZ), psicofarmaci di largo consumo nella nostra società, e abbiamo già parlato di quanto queste “droghe” legali possano nuocere al nostro equilibrio psicofisico se non assunti per stretta necessità sotto il controllo medico.

Lo Xanax è una benzodiazepina (BDZ) quindi la risposta immediata alla domanda se può questo farmaco creare dipendenza, è SI.

xanax dipendenza

Questo farmaco, il cui principio attivo è l’Alprazolam è stato introdotto commercialmente nel 1981 con il nome di Xanax, appartiene alla classe degli ansiolitici ad azione rapida e viene soprattutto utilizzato nei disturbi d’ansia e di panico perchè ha proprietà ansiolitiche ma anche sedative, ipnotiche, amnesiche e rilassanti soprattutto a livello muscolare.

Questo farmaco è in grado di ridimensionare notevolmente sintomi come tachicardia e agitazione entro i 30/40 minuti dall’assunzione. Ha un effetto immediato e miracoloso ma l’uso prolungato che va oltre due settimane può provocare assuefazione (quindi un bisogno di aumentare la dose per avere l’effetto desiderato) e in seguito dipendenza molto marcata.

Negli ultimi anni è diventato uno dei farmaci ansiolitici più prescritti (e abusati) in molti paesi, probabilmente perché ha un’azione molto rapida in grado di alleviare i sintomi già nella prima ora dall’assunzione.

L’acquisto dello xanax può avvenire solo tramite ricetta medica, e questo vale per tutti gli psicofarmaci, ma questa “limitazione” non ha ridotto il consumo, anzi, negli ultimi anni l’acquisto e l’abuso di questo farmaco sono aumentati in maniera esponenziale.

Questo fenomeno è probabilmente conseguenza di superficialità da parte di molti medici, che siano psichiatri, psicoterapeuti o addirittura medici di base, e d’ignoranza da parte dei pazienti che pensano di risolvere il problema assumendo un farmaco.

Ci è capitato spesso di sentire storie di persone che avevano avuto a che fare con lo xanax perché prescrittogli dal medico di base come soluzione all’ansia o all’insonnia. Purtroppo questi meccanismi si soluzione immediata, senza indagare la radice del problema, creano dinamiche di dipendenza che poi è difficile sradicare.

Esiste chiaramente anche il risvolto ludico o post ludico dell’assunzione di xanax: c’è chi lo assume per venir fuori dall’angoscia provocata da un “bad trip” causato dall’assunzione di LSD, oppure chi lo utilizza per calmare gli stati di agitazione e insonnia dati da farmaci o droghe stimolanti come la cocaina, o ancora chi  lo abbina all’utilizzo di marijuana per avere effetti sinergici o chi lo assume con alcool e oppioidi per potenziare gli effetti.

Ovviamente questi mix aumentano la possibilità di incorrere in overdose o morte da arresto cardiaco perché pur essendo le benzodiazepine dei farmaci meno pericolosi dei barbiturici, se abbinato ad altre sostanze tossiche, può avere effetti imprevedibili sul nostro corpo.

Come s’instaura la dipendenza da Xanax?

 Le benzodiazepine (e quindi anche lo Xanax) sono farmaci esclusivamente sintomatici e quindi non curativi questo significa che non risolvono il problema, non curano ma semplicemente agiscono solo a livello di sintomo, alleviando la sofferenza immediata. La loro azione è a livello cerebrale, nello specifico nel diencefalo, l’area del cervello deputata alla percezione delle emozioni. Questi medicinali quindi “spengono” momentaneamente tutte le nostre emozioni, che siano belle o brutte, quindi nel caso di problemi di ansia o attacchi di panico, l’assunzione di Xanax ci permette di assopire quelle sensazioni di angoscia (e non solo) che proviamo.

C’è da sottolineare però che questi medicinali oltre ad inibire le capacità di percepire emozioni, possono creare problemi a livello intellettivo in generale  e nello specifico l’area della memoria (solo nel periodo dell’assunzione, non in maniera permanente).

Il problema fondamentale che fa da precursore alla dipendenza, è la percezione che coloro che assumono il farmaco, hanno di quest’ultimo.

Il fatto che sia il medico (che sia esso medico di base, psichiatra o psicoterapeuta) a prescrivere il farmaco ci rassicura circa la sicurezza di ciò che stiamo assumendo e forse ci dà la percezione che sia una buona soluzione al problema che stiamo vivendo; tale percezione, stimolata anche dal benessere immediato che ci dà il farmaco, ci fa sottovalutare la pericolosità che s’insidia dietro la ricetta.

Gli effetti “benefici” che sperimentiamo, ci illudono che questi farmaci possano essere la soluzione al nostro problema… O comunque creano una sorta di legame tra il nostro benessere e il farmaco.

Immaginate di sentire una forte angoscia che vi stringe lo stomaco, sentire l’aria che manca in gola, far fatica a respirare e sentire il cuore che batte all’impazzata…immaginate di sentirvi morire e non poter fare nulla.

Poi immaginate una pillola rosa che scende nel vostro stomaco, e sentite, in poco tempo, gradualmente il vostro stomaco sciogliersi, i vostri muscoli cedere, il respiro che via via si rilassa e il cuore che torna a battere normalmente, il tutto in una sensazione generale di totale benessere e pace.

Ecco, questo è quello che ho provato io quando in una crisi di ansia ho preso lo Xanax.

La conclusione del ragionamento è semplice: stai male, prendi il farmaco, stai meglio. Per questo motivo è facile “affezionarsi” allo Xanax, come a qualsiasi cosa ci faccia stare meglio.

È lo stesso meccanismo che s’instaura con le droghe. Perché assumiamo le droghe? Di certo non perché ci fanno stare male. Ciò di cui parlo si chiama rinforzo positivo ed è un meccanismo che si attiva nel nostro cervello quando abbiamo un riscontro positivo da ciò che assumiamo.

In un tale contesto, senza prevenzione, informazione o senza un controllo medico serrato è facile incorrere in una dipendenza soprattutto perché lo Xanax, come le altre BDZ, sono legali e quindi autorizzate e acquistabili, previa ricetta medica, presso qualunque farmacia.

Per farla breve spesso le persone non hanno coscienza della pericolosità di ciò che assumono, siano queste sostanze illegali o legali; e spesso sono anche i medici a prescrivere in maniera superficiale e continuativa questi farmaci.

L’assuefazione

L’uso prolungato dell’Alprazolam può creare assuefazione e quindi bisogno di aumentare le dosi per avere gli effetti desiderati. In breve tempo, senza che ce ne rendiamo conto, si va a instaurare una dipendenza. Più alte sono state le dosi assunte e più prolungato è stato il tempo di assunzione, più sarà difficile uscire dalla dipendenza. E’ assolutamente sconsigliato interrompere la terapia autonomamente e bruscamente altrimenti si andrà incontro a sintomi di astinenza sia fisici (tachicardia, irrequietezza, astenia etc…) che psichici (ansia, insonnia, depressione etc..).

La “disintossicazione” da benzodiazepine deve essere tassativamente monitorata da un medico competente e svolta in maniera graduale.

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