LEVAMISOLO: PERCHÉ SI USA PER TAGLIARE LA COCA E QUALI SONO I RISCHI

Il levamisolo è un farmaco utilizzato per la sverminazione dei vitelli e, in molte parti del mondo, come sostanza di taglio per la cocaina.

 Secondo le statistiche diffuse dalla DEA, il reparto speciale statunitense che si occupa di lotta alla droga, una percentuale variabile tra il 50% e il 70% della cocaina contiene, tra le sostanze di taglio, proprio il levamisolo.

La tabella diffusa dalla DEA parla chiaro

Come al solito, si sono scritte scemenze belle e buone sui potenziali effetti di questa sostanza da taglio, soprattutto nell’ottica di terrorizzare i consumatori di cocaina sugli effetti che la sostanza da strada potrebbe causare.

Nell’articolo che segue non troverai nulla di tutto questo, perché lo scopo è ancora una volta quello di informare sui potenziali rischi, pur non cedendo al sensazionalismo da giornale da quattro soldi che non sembra, tra le altre cose, riuscire a sortire gli effetti sperati, ovvero la riduzione del consumo.

Che cos’è il levamisolo?

Il levamisolo è un farmaco che era utilizzato, almeno fino ad una ventina di anni fa, come medicinale contro i vermi intestinali sia per gli uomini che per gli animali.

Oggi è un presidio esclusivamente di tipo veterinario, in quanto per gli umani sono disponibili farmaci più efficaci e con meno controindicazioni. Viene utilizzato ancora massicciamente nell’industria degli allevamenti.

Perché non è più adatto all’uso umano?

Dopo anni di utilizzo (il Levamisolo è in commercio dal 1966) si è scoperto che il farmaco inibisce la creazione dei granulociti, particelle che sono necessarie al nostro corpo per combattere le infezioni. il Levamisolo ha dunque un effetto immunodepressivo parziale, che lo rende non adatto al consumo umano.

Perché si usa per tagliare la cocaina?

Il Levamisolo, al contrario di quanto possano affermare i telegiornali, non è in grado di uccidere. Ci sono tra i 20 e i 25 milioni di consumatori abituali di cocaina nel mondo e se fosse davvero una sostanza di taglio mortale, contando che circa il 50% della cocaina contiene la sostanza in questione, di casi di gente stroncata dal Levamisolo ne sentiremmo almeno uno al giorno.

In realtà il Levamisolo è una sostanza da taglio straordinaria, in quanto:

  • è di aspetto estremamente simile alla cocaina, sia per colore che per consistenza
  • non viene rilevato dai test di purezza “da strada”, quindi fa apparire la cocaina più pura di quella che poi effettivamente è
  • non ha grossi effetti collaterali, almeno rispetto alle altre sostanze di taglio che presentano le caratteristiche di cui abbiamo parlato poco sopra, ovvero somiglianza e abilita di passare
  • costa molto poco: circa 20€ al kg all’ingrosso, 100 volte meno della cocaina all’ingrosso, il che vuol dire che è in grado di aumentare sostanzialmente il margine di profitto
  • ha effetti stimolanti, di cui parleremo tra pochissimo

Si tratta dunque di una sostanza da taglio praticamente perfetta ed è per questo motivo che spesso viene utilizzata a monte, ovvero in fase di primo taglio, in quanto praticamente impossibile da rilevare, se non con attrezzatura e test professionali.

Gli effetti stimolanti del Levamisolo

Secondo alcuni studi di carattere veterinario (. Gutierrez et al. (2010) “Pemoline and tetramasole ‘positive’ in English racehorses following levamisole administration.” Irish Veterinari Journal 63:8 498–500.), il Levamisolo viene metabolizzato, sia negli umani che negli animali, in Aminorex. Si tratta di un’anfetamina stimolante, che può amplificare gli effetti della cocaina stessa e contribuisce dunque alla grande utilità del Levimasolo come sostanza di taglio.

Quali sono gli effetti collaterali?

Agranulocitosi

L’effetto più comune dell’uso di Levamisolo è l’agranulocitosi. È una patologia del sangue acuta, che vede il numero dei granulociti scendere improvvisamente. Si tratta di particelle che sono deputate a combattere le infezioni di carattere batterico e virale e in loro assenza il nostro corpo trova maggiore difficoltà a combattere gli agenti patogeni.

Si tratta del più frequente (colpisce circa lo 0,5% di chi usa il farmaco) effetto collaterale collegato con l’uso di Levamisolo.

“Pelle mangiata”

Sui giornali italiani e stranieri si è parlato negli ultimi anni di cocaina che mangia la pelle, individuando come principale responsabile proprio il Levamisolo.

Si tratta di una bufala a metà, nel senso che è vero che in alcuni soggetti l’uso di questa sostanza può causare vasculite e dunque necrosi, ma si tratta di un problema estremamente raro (come racconta questo articolo di Vice, in inglese) e dovuto ad un’anomalia genetica, di cui parleremo tra pochissimo.

Secondo gli studi più recenti la presenza di un gene, l’HLA-B27, renderebbe particolarmente sensibili a questo farmaco, ponendo le basi per vasculite e necrosi dei tessuti.

Il gene in questione sarebbe però presente in solo l’8% dei bianchi caucasici, nel 2% dei cinesi, nello 0.1% dei giapponesi e soltanto in Finlandia, caso unico, ben il 25% della popolazione avrebbe questo gene.

Il Levamisolo non costituisce dunque la minaccia che vorrebbero darci a bere i quotidiani e chi fa uso continuativo di cocaina dovrebbe forse preoccuparsi d’altro, più che di un farmaco che, oltre alla stranezza di essere utilizzato come sverminante per i vitelli d’allevamento, non presenta poi un profilo particolarmente bizzarro o preoccupante.

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