LE ALTRE VIE DELL’EROINA: Fumare e Sniffare

Spesso quando si parla di eroina, s’immagina una siringa e un ago in vena. E’ un’immagine che ci riporta agli anni ’80, a Christiane F. e “Noi, ragazzi dello Zoo di Berlino”; in mente spuntano flash di Mark Renton e Sick Boy in “Trainspotting”: scene di disagio personale e sociale, siringhe, sporcizia, amici persi, amici di “pera” trovati, malattie, prostituzione, rapine.

In una parola: degrado.

Raccogliete tutte queste immagini e mettetele un attimo da parte, non perché queste realtà non esistano più, anzi, (sentiamo parlare spesso dei parchi della droga, dei boschetti della droga etc. etc. etc.) ma perché diciamo che il volto dell’eroina non è solo questo.

Abbiamo citato spesso il ritorno dell’eroina nei nostri articoli e abbiamo anche detto che in realtà non è mai scomparsa. Quando intendiamo che è tornata, vogliamo dire che ha assunto volti nuovi e modi diversi di essere assunta.

Questa evoluzione, se vogliamo chiamarla così, ha ovviamente cambiato anche il “ruolo” sociale del consumatore di eroina nonché la sua personale percezione di dipendenza.

La somministrazione endovenosa è sicuramente quella che caratterizza i consumatori di eroina agli occhi del resto del mondo.

Il farsi in vena è un metodo efficace per chi cerca il rush forte e immediato, ma assai rischioso sia per il pericolo di overdose, che è molto alto, sia per la possibilità di contrarre malattie come l’AIDS o l’Epatite B o C.

È una pratica anche complessa se vogliamo, bisogna trovare lo spazio, il tempo e tutto l’occorrente per farsi: una siringa (monouso), laccio emostatico (o qualcosa che gli somigli), succo di

Il problema della somministrazione endovenosa sta soprattuto nel pericolo di andare in overdose ma anche di avere delle complicazioni, danni cronici alle vene e alla pelle come ascessi, trombosi, ulcere e ancora la scarsa igiene può provocare setticemie, tetano e altre gravi infezioni che possono causare anche la morte.

Di solito il buco è l’ultima via che si sceglie di prendere; si comincia tendenzialmente con altri modi, approcci più “soft” se così vogliamo definirli, più semplici e con meno rischi di compromissione fisica e overdose.

Le altre vie: inalare (sniffing) / sniffare

L’inalazione consiste sostanzialmente nello sniffare l’eroina, esattamente come si fa con la cocaina. La sostanza raggiunge l’organismo attraverso la mucosa nasale e per mezzo di questa arriva al flusso sanguigno e da qui al cervello. I primi effetti si hanno dopo circa 15 minuti.

Questo meccanismo, come quello per via endovenosa fa sì che la sostanza sia assunta tutta e non ci siano dispersioni (come accade invece quando si fuma) ed è per questo che il pericolo di overdose in questo caso non è una possibilità così remota, tanto meno lo è il rischio di diventare dipendenti; per non parlare poi di tutte le conseguenze a lungo termine che lo sniffo può causare come ad esempio la perdita delle capacità olfattive, il sanguinamento, fino alle lesioni croniche del dotto nasolacrimale.

Le altre vie: fumare (smoking)

Questo modo di assumere eroina è molto in voga in questi ultimi anni perché l’effetto è immediato e il rischio di overdose minimo. In pratica si mette la sostanza su un pezzo di alluminio (la stagnola, in gergo), si aggiunge acqua e succo di limone e con un accendino si scalda la parte inferiore come si fa anche per l’eroina iniettata (si scalda la parte inferiore del cucchiaino).

I fumi che si creano sono inalati e la sostanza arriva al flusso sanguigno attraverso i polmoni. L’effetto (il cosiddetto rush inziale) è praticamente immediato perché attraverso il fumo la sostanza arriva subito al cervello; il rischio di overdose è ancora più basso rispetto allo sniffing perché con questa pratica una parte della sostanza si perde.

Anche se può sembrare un modo di assumere eroina “sicuro”, vi ricordo che il fatto di inalare i vapori e quindi di far arrivare la sostanza immediatamente al cervello, provoca danni non indifferenti al sistema nervoso centrale.

Se pensate che ci sia un modo più sicuro per voi di assumere eroina vi sbagliate e siete ancora di più in errore se pensare che siccome “non vi bucate”, allora non avete un problema di dipendenza.

Ho sentito spesso ai primi colloqui al Ser.T (servizio per le Tossicodipendenze, ora Ser.D servizio per le dipendenze) ragazzi molto giovani sottolineare il fatto che sì, si facevano di eroina, ma solo fumata.

Questa percezione del “non sono tossico perché non mi buco e non vivo per strada” non è recente: è sempre stato così, i ragazzi pur consumando droghe anche ogni fine settimana, pur non potendo fare a meno delle sniffatine nel week end, allo stadio, al mare, aperitivo, cena, dopocena etc… etc… etc… non credono di avere un problema perché non ha le braccia tumefatte dai buchi.

I consumatori di eroina per altre vie sono più di quante si possano immaginare e il dato allarmante è sono sempre i più giovani ad ammettere di farne uso proprio sniffandola o fumandola.

Possono sembrare pratiche “innocenti” ma i danni che si registrano a lungo termine sul cervello sono devastanti e irreversibili.

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